Le newsletter non funzionano. Lo volete capire?
Non perche’ non sono abbastanza belle,
o colorate, ma perche’ non hanno
MOTIVO – DI – ESISTERE
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Buttate le vostre mailing-list se mandate più di 2-3 comunicazioni all’anno contengono i nomi di persone che probabilmente vi odiano. Auguri di Natale, di Ferragosto, UNA comunicazione valida. Questo è quanto le persone comuni possono sopportare ricevere nelle loro e-mail.
Non ci credete? Continuate a leggere.
Nel 2010 il nemico principale di internet è la pubblicità non richiesta o meglio SPAM. E’ così quasi da sempre ma sembra che, come nelle migliori storie, la spazzatura sia il supercattivo che non muore mai e risorge sempre più forte. Informaticamente la selezione naturale che ha dovuto affrontare è enorme. Ha imparato a conoscere gli strumenti in cui insinuarsi nei siti e i modi in cui non essere individuata nella posta. Ha imparato a leggere i captcha più semplici, a fare operazioni, a diventare un’immagine per non essere letta nei contenuti. In termini evolutivi potrebbe essere considerata una bella creatura, lo spam.
In un recente seminario web è emerso che il cambiamento più importante che Google sta implementando nei suoi algoritmi sia l’aumento dei casi di ban verso siti che cercano di falsare gli algoritmi o generano/pubblicano spam. La fruizione di contenuti originali e validi rispetto a contenuti dopati o poco utili deve essere preservata con qualunque mezzo.
E’ come fare zapping in televisione, se trovi una cosa interessante ogni 35 canali appoggi il telecomando ed esci o fai altro (ok, forse l’esempio non è calzante). La gente se continua in questo modo smetterà di controllare la posta e magari si perderà anche qualcosa di utile o interessante o magari, nella foga da delete di un lunedì mattina, cancellerà senza rendersene conto qualcosa che doveva essere letto. Nel migliore di casi comincerà ad associare la lettura della posta ad un lavoro fastidioso e negativo.
La posta DOVREBBE essere usata con parsimonia, come gli sms. La facilità con la quale è possibile connetterci non impone una connessione. Il silenzio, è d’oro. E’ come gli spazi personali le cui invasioni vengono sempre punite prima o poi, a volte anche bruscamente.
Credo che, forse, sarebbe meglio PAGARE per inviare e-mail… probabilmente si starebbe più attenti a quello che si invia. Come avrete capito odio tutte le newsletter, senza distinzione:
- TUTTE QUELLE che avevo richiesto io e da cui non mi sono riuscito più a disconnettere,
- QUELLE a cui ho venduto il mio email in cambio di un manuale o un white-sheet,
- QUELLE che mi propongono sconti, promozioni, novità, anteprime, e soprattutto
- QUELLE di ciccione obese e malate che si spacciano per bellissime ragazze dell’est che mi vogliono conoscere e visitare l’Italia.
Il punto è che dai, se una cosa ci interessa davvero ce la troviamo da soli. Siamo uomini no?
La newsletter sono invece come quelle ragazze a cui dici “dai mi sono divertito stasera, ti chiamo io presto” e che poi ti trovano e si fanno vive di loro iniziativa, senza che nessuno abbia voglia di sentirle o di vederle. Nel momento meno appropriato, tipo mentre siete incasinati di lavoro, o state pensando ad altro. L’avete visto “la verità è che non gli piaci abbastanza“? Ecco, è proprio così, non esistono eccezioni.
BASTA NEWSLETTER! Ma non compratela più la pubblicità sulle newsletter istituzionali, di settore, di associazioni. Non serve. Nessuno legge le loro comunicazioni e le poche volte che vengono lette le pubblicità hanno comunque valore zero. C’era un telefilm molto carino che si chiamava Hustle, i geni della truffa. Ecco per me le newsletter seguono un principio simile: La gente vuole ottenere TANTO con nessuno sforzo e si trova a spendere TANTO senza avere nessun risultato.
Certo, quello che dite potrebbe essere VERAMENTE eccezionale.
Se è così SCRIVETELO, ma nel vostro sito, e promuovete la notizia su Twitter e sui social network tipo OkNotizie, o Facebook. Se sarà ritenuta interessante avrà eco e il vostro sito ne guadagerà pure in visibilità. Scriverete su una pagina che rimane e non su una comunicazione che viene cestinata. Ma per funzionare deve essere interessante (e scritto bene) altrimenti è preferibile non dire niente. Il silenzio è d’oro.
Non è utilizzando vecchi metodi pubblicitari in nuovi modi che si ottengono risultati. Il webmarketing è potente, ma non è questo.
Devono essere dei geni della vendita questi avvenenti promotori di newsletter. Perchè io l’adwords di Google mica riesco a venderla così bene, eppure è la forma pubblicitaria con il miglior rapporto qualità prezzo e soprattutto con un ROI misurabile, veramente.
C’e’ sempre da imparare, a quanto pare.
Tags: cose che non funzionano
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